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giovedì 1 marzo 2012

Intervista ai Bikeforpets



Ho il piacere di intervistare Paolo Barbon, uno dei Bikeforpets, ma chi sono i Bikeforpets?

I BFP sono tre ragazzi, Paolo Balestrazzi, Cristiano Masi e Paolo Barbon.Tre normalissimi ragazzi, vegani, e molto determinati a fare conoscere a quante più persone possibile la tragedia delle perreras spagnole e la vergogna della tauromachia.

Parlami del progetto, come è nato ?

L’idea è nata sulla falsariga della marcia dello scorso anno, Torino-Roma in bici, contro l’abbandono estivo e per la sterilizzazione. Purtroppo però lo scorso anno a causa dei tempi di organizzazione troppo ridotti, l’iniziativa non è andata come si sperava.

Avete gia fatto delle marcie di questo tipo ?

Come ti dicevo sopra, lo scorso anno, io ho ideato e preso parte, con altri tre amici, alla marcia Torino-Roma. Cristiano e Paolo sono nuovi a questo tipo di iniziative.

Parlami un po delle tappe, come le avete decise e quale potrebbe essere secondo te quella più emozionante?

Vorrei precisare che ogni decisione è stata sempre presa e sempre lo sarà con il parere di noi tre, perché se è vero che il primo “incubo” lo ho avuto io, senza i miei 2 compagni di viaggio e senza una serie abbastanza lunga di persone ad aiutarci in moltissimi fronti, tutto questo non sarebbe stato possibile. Per ciò che riguarda la parte logistica dell’iniziativa, il tutto si dipanerà in 12 tappe consecutive, scelte in modo da toccare le principali arene francesi e spagnole, e le principali perreras, poste lungo la costa. Questo perché chiaramente il mezzo ci ha imposto dei tempi e un chilometraggio ben precisi. Sicuramente l’emozione più grande l’avremo quando incontreremo per la prima volta Fadjen il toro bravo da corrida salvato dal suo triste destino da Christophe Thomas. Questo accadrà il terzo giorno nella cittadina francese di Lunel, sita in una zona ad “alta concentrazione” di tauromachia. Qui ci sarà una manifestazione antitaurina e ci auguriamo una grande partecipazione. Non possiamo però dimenticarci che due giorni dopo sempre assieme a Fadjen e Christophe saremo a Barcellona dove si spera in un grosso colpo mediatico. Parlando sempre di emozioni, come potere tralasciare le perreras? Il nostro progetto ha già “salvato” Harriet dalla perrera di Sevilla…….


Paolo Balestrazzi, Cristiano Masi e tu Paolo Barbon, parlami un po di questo terzetto, gli ideatori di questa marcia, cosa fate nella vita?

Io sono un disegnatore meccanico, Paolo ha una ditta di pony express e Cristiano lavora come impiegato commerciale. Siamo appassionati ciclisti e anche se in specialità diverse, corriamo tutti e tre. Cristiano su strada, io in mountain bike e Paolo si cimenta nelle randonee, le estenuanti gare di 400 e più km non stop. Abbiamo tutti e tre nelle nostre case dei mini zoo!

Cosa speri di ottenere con questa marcia ?

Maggiore sensibilizzazione e conseguente maggiore impegno e coscienza nei confronti di perreras e corrida chiaramente. Speriamo anche che la cosa serva a cementare l’unione tra volontari e a fare ricordare che gli animali non hanno passaporto.

In quanti sarete a pertecipare alla marcia ?

Saremo in tre a pedalare, e 4/5 persone sul camper compresa la piccola Camilla di tre anni, la figlia di Cristiano.

Parlaci un po delle Perreras, cosa accade la dentro?

La perrera è un’inferno. Un’inferno legalizzato. L’equivalente ma forse con qualcosa di ancora peggio dei nostri canili lager. Gli animali rinchiusi sono per i gestori degli assegni viventi , niente di più! Nelle perreras si uccide in modo industriale, in modo “redditizio”. Un campo di sterminio, un campo di concentramento per cani e gatti, un lager del XXI secolo!

Parlaci un po della Corrida quale è il tuo pensiero?

La corrida ha un posto “riservato” nel mio animo. Sin da bambino ho detestato questo vile spettacolo. Ricordo benissimo i “programmi dell’accesso” che davano sulla televisione di stato, alle 19,30 o giù di li, prima di Goldrake. Avevo circa 10 anni. In una puntata presentarono “la corrida” come tradizione spagnola, proiettando le immagini di un toro ferito a morte che vomitava sangue come una fontana. Non scorderò mai quelle immagini, mai. La corrida è un grande inganno! Il toro è preventivamente picchiato, caricato di sacchi di sabbia, tenuto al buio, stremato, forse anche drogato. Quando entra nell’arena è prima ferito gravemente e dopo finito dal torero, che, ridicolo ominicchio, sfrutta la fisiologica “lentezza” nella trasmissione dei messaggi visivi dagli occhi ai muscoli del toro, per compiere quelle ridicole e vergognose “figure” che fanno credere alla gente che lui, il torero, sia un artista, un coraggioso. Ma è solo un ominicchio ridicolo vestito da ballerina, che nonostante le molte menomazioni del toro, a volte (troppo poco spesso purtroppo) riesce anche a farsi incornare. Ecco cosa penso della corrida.

Quando hai comunicato ai tuoi amici ai tuoi familiari di questa marcia, cosa ti hanno detto ?

I miei genitori, mi hanno detto: “…fino in Spagna? Ma non potete andare un po’ più vicino?”

Vuoi lasciare un messaggio ?

Spero che un giorno gli animali saranno considerati da tutti nostri preziosi amici e che saranno lasciati liberi di morire di vecchiaia.

Grazie.

3 commenti:

  1. Non c'è nulla da fare....i bikers sono esseri superiori! ;-)

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  2. Giorgioooo quale onore averti nel mio Blog :)

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